Permesso di soggiorno al musicista rom, clandestino da quattro anni

Jovica Jovic

Superato il provvedimento di espulsione
Il ministro Maroni consegna il documento al 56enne fisarmonicista serbo Jovic per «motivi di salute»

Quattro anni vissuti da clandestino, due fogli di via, e ora la svolta, l’uscita dall’illegalità. La storia di Jovica Jovic, musicista rom che vive nel campo nomadi di via Sesia a Rho (Milano), è chiusa da lunedì tra due parentesi rosa, grazie a un permesso di soggiorno temporaneo, concesso dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha ricevuto l’artista in Prefettura a Milano, alla presenza del prefetto e del questore. Nel corso di un incontro a porte chiuse, Maroni ha consegnato al «rom jugoslavo» il documento che lo solleva dalla condizione di clandestinità.

Jovica, 56enne, malato da tempo, è in Italia dal ’96. E’ un maestro di fisarmonica. Ha inciso diversi dischi, partecipato a programmi televisivi. La sua vicenda è balzata agli onori delle cronache dopo che ha partecipato con il suo gruppo multietnico Muzicanti a importanti kermesse musicali in Italia, con musicisti come Piero Pelù, o con il regista e attore Moni Ovadia. E adesso «per motivi di salute e anche per la scuola di musica che abbiamo fatto» il mandato di espulsione che lo riguardava è stato superato da questo permesso di soggiorno di sei mesi. Che Jovica spera possa diventare permanente.

A fine febbraio scorso, il presidente dell’associazione «Terra di fuoco» Mauro Poletti, con il quale il musicista aveva collaborato come insegnante per dei corsi di musica, era stato contattato dal ministero dell’Interno che gli aveva annunciato l’intenzione di rilasciargli il permesso di soggiorno. Permesso che ufficialmente è stato disposto dalla Questura di Roma. Jovic, uscito dalla Prefettura con il permesso in mano tra gli applausi di un gruppetto di suoi amici e collaboratori, si è detto «molto contento». «Penso di essermelo meritato, perché chi suona e canta non può pensare male, la musica lega tutti gli uomini: Maroni è uomo saggio, abbiamo risolto il problema». Il fisarmonicista ha poi fatto presente al ministro che non vede i suoi figli e i suoi nipoti dai primi anni ’90 dato che, dopo essere scappati come lui dalla guerra nell’ex Jugoslavia, si sono rifugiati in altri Paesi.

Fonte Corriere.it
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: