“Non abbiate paura dell’amore”:Intervista all’On. Rocco Buttiglione

“Che sono le radici che s’avvinghiano, che rami crescono / da queste pietrose rovine? Figlio dell’uomo,/ tu non puoi dirlo né indovinarlo, perché conosci soltanto un mucchio di immagini frante, dove il sole batte /e l’albero morto non da riparo né il grillo solliev/o e l’arida pietra non da suono d’acqua. Soltanto/ c’è ombra sotto questa roccia rossa” (T.S. Eliot, la terra desolata)
 
Cari Amici di Estremo Centro Lombardia, troppe volte purtroppo il termine politica è stato strettamento collegato a questione di privilegi, opportunità, complotti di poteri forti o classi, guarentigie o moralità da verificare. Eppure esiste anche un’altra Politica, una politica fatta da Idealità e al servizio del cittadino e che per questo a volte deve anche pagare il suo impegno, come accaduto al nostro personaggio di oggi nel 2004 a Bruxelles. Terreno difficile, parlamento in cui per vile opportunismo si è preferito cancellare dalla Costituzione il riferimento alle proprie radici “Classiche, Cristiane e legate alla miglior parte dell’Illuminismo”. Il nostro ospite di oggi, che ringraziamo per la disponibilità, è l’On. Rocco Buttiglione

 

Breve Curriculum Vitae
Rocco Buttiglione (Gallipoli, 6 giugno 1948) è un politico e filosofo , presidente dell’Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro. Ha studiato giurisprudenza a Torino e a Roma dov’è stato allievo del filosofo Augusto del Noce. Insegna scienze politiche  alla Libera università degli studi San Pio V di Roma. Nel 1986 fondò con Josef Seifert  la International Academy for Philosophy in the Principality of Liechtenstein, in cui fino al 1994  insegnò Filosofia, Etica sociale , Economia eP olitica  e di cui fu prorettore. Dal 19 gennaio 1994  è membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali . Nel maggio dello stesso anno ha ricevuto una laurea honoris causa  in filosofia all’Università Cattolica di Lublino . A livello politico Nel 1993 il segretario della Democrazia Cristiana,Mino Martinazzoli, lo chiamò per dare il suo contributo a una commissione che aveva il compito di definire le linee politiche e morali dei cattolici. Poco dopo Buttiglione fece parte del nuovo Partito Popolare Italiano , con cui venne eletto deputato nel 1994. Dal 2002  è membro dell’UDC  partito del quale è stato confermato presidente all’ultimo congresso, e ha ricoperto l’incarico di Ministro per le politiche comunitarie nel secondo governo Berlusconi  e di Ministro dei Beni Culturali nel terzo . Nel 2004, Jose Manuel Barroso  lo incluse nella sua lista di nomine per la Commissione Europea , con il portafoglio per le competenze relative alla giustizia, libertà e sicurezza . La nomina fu respinta dal Parlamento Europeo , a causa delle opinioni di Buttiglione a favore dei concetti tradizionali di famiglia e sessualità . Nella prima delle audizioni preliminari avanti la Commissione per le libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento Europeo l’europarlamentare olandese Buitenweg (PSE) lo accusò di sostenere posizioni opposte a quelle della Commissione europea: l’onorevole olandese sostenne che aver definito in una conferenza teologica l’omosessualità come “indice di disordine  morale” equivaleva a discriminarla come peccato . Buttiglione si appellò alla distinzione tra legge e morale affermando che qualunque individuo poteva ritenere lui un “peccatore”, e viceversa, purché il giudizio etico non avesse effetti legali né minasse i rapporti tra gli individui in quanto cittadini. Buttiglione dichiarò successivamente di considerare l’omosessualità  un indice di disordine morale, pur dichiarandosi contrario a ogni discriminazione e dichiarò anche di non poter agire contro la propria coscienza per ragioni di convenienza politica. Il 6 maggio 2008 diviene vicepresidente della Camera dei Deputati.
Il 15 luglio 2009 la Camera approva una mozione (primo firmatario Rocco Buttiglione) che impegna il Governo italiano a promuovere la stesura e l’approvazione di una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire.
INTERVISTA

 

Caro Rocco, grazie per la sua disponibilità, vorremmo iniziare con alcune domande utili per rompere il ghiaccio e nel contempo conoscerla meglio dal punto di vista personale, a volte ce lo dimentichiamo, ma anche i grandi letterati e politici sono sempre uomini.
1)qual è il suo colore preferito?

Bianco, rosso e verde (e il giallo vaticano)
2) C’è un libro che la ha particolarmente colpita e potrebbe definire il suo libro preferito?
T.S.Eliot, I cori della Rocca
3) Oltre la politica e la filosofia, qual’è il suo principale hobby?

 

Tradurre poesie

 

Passiamo ora alle domande più impegnative
4) Caro Rocco, Lei è presidente dell’Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro e attuale vice presidente della Camera dei Deputati. Quali scenari futuri e progetti vede per il suo partito?

 

Bisogna fare un partito nuovo che possa rappresentare organicamente il popolo cristiano che c’è in Italia. È una presenza imponente nella vita della società che non riesce a trovare il modo di assumere responsabilità politica. Bisogna fare un partito nuovo in cui sia possibile fare politica senza dannarsi l’anima. L’UDC deve aprire a questo popolo le porte della politica.
5)Quali novità ci sono sul fronte di aiuto alla famiglia? Andrà in porto il fatidico Quoziente Famigliare?

 

Incalziamo il governo che ha fatto molte promesse in campagna elettorale e fino ad ora non le ha mantenute.
6) Tra i suoi insegnanti universitari incontrò anche Augusto Del Noce, il filosofo cristiano del novecento dimenticato, autore di Verità e ragione della storia? Cosa ricorda di questo incontro da giovane universitario? Com’era la figura di Del Noce e cosa le ha lasciato?

 

Era un uomo di fede semplice e di straordinaria erudizione. Aveva una grande voglia di capire e una incredibile capacità di ascoltare. Ascoltava i viventi ed ascoltava anche i grandi del passato. Sapeva leggere e mi ha insegnato a leggere (e ad ascoltare). Non basta dire: questo è giusto, questo è sbagliato. Bisogna capire perché chi sbaglia è caduto nell’errore. In genere questo avviene perché vuole affermare una verità, che ha visto, fuori dell’ordine e della proporzione con l’insieme della verità. Se si entra in questo ordine di idee allora correggere significa aiutare e non umiliare. Non si riesce mai a correggere se prima non si comprende il nocciolo di verità che è nella tesi dell’avversario. Per questo bisogna imparare a guardare il mondo dal punto di vista dell’altro. Lui inverava la frase di Chesterton che dice “la verità cristiana è così grande che contiene anche ciò che sembra esserle opposto”. La fede non è fondata da una filosofia ma è una luce che la illumina tutta. Era impressionante il modo in cui prendeva sul serio i suoi studenti, li ascoltava, vedeva le loro esperienze di vite come luogo di ricerca e di manifestazione della verità. La sua filosofia aiuta a capire la storia ed aiuta a capire la situazione esistenziale di ciascuno. La verità è una ma i cammini che conducono verso la verità sono molti, secondo le diverse epoche storiche, le diverse situazioni culturali. In un certo senso ogni uomo ha un suo cammino verso la verità, a partire dalla sua situazione esistenziale, unica ed irripetibile. Ogni uomo deve essere accompagnato ma non può essere forzato in questo cammino. Diceva Del Noce: pensare la verità è un compito nel quale nessuno ti può sostituire.

 

7) Filosofia e Politica. Deve essere molto bello. Ha cercato di attuare nella sua vita il significato e l’importanza della definizione aristotelica dell’uomo come zòon politikòn, che, tradotto letteralmente, significa “animale politico?
Quella di Del Noce è una filosofia che pensa la storia, e la politica è la storia contemporanea, che si svolge sotto i nostri occhi e con la nostra partecipazione. Giovanni Paolo II, nella enciclica Laborem Exercens, ha scritto che la politica è una “prudente sollecitudine per il bene comune”. Clemente Mastella invece una volta mi ha detto che la politica è “spalare sangue e merda”. Tutte e due le definizioni hanno del vero. Si tratta di mettere insieme gli uomini e persuaderli a perseguire ciascuno il bene proprio con una modalità che non ostacoli ma piuttosto aiuti gli altri a fare la stessa cosa. Ricomporre questi interessi è un lavoro faticoso e improbo, specialmente quando il tessuto sociale è degradato e debole è la coscienza di essere un popolo. Per questo serve la filosofia ma serve soprattutto una particolare prudenza o saggezza politica, capace di leggere nel cuore degli uomini.

 

8) Le chiedo di commentare questa frase , pronunciata nel 2004 «Al tempo della mia sfortunata vicenda europea, quando diedi le dimissioni dalla Commissione Europea per non accettare di sottoscrivere affermazioni contrarie alla mia coscienza ed al catechismo della mia Chiesa, pensavo di essere rimasto solo, ed in qualche modo l’ultimo cristiano (o l’ultimo liberale) davanti alla marea montante del nuovo relativismo etico intollerante e totalitario». Cosa pensa di quei fatti? Avrebbe fatto oggi lo stesso?

Farei lo stesso. Io devo alla fede tutto il positivo della mia vita, come potrei dare l’impressione di vergognarmi del catechismo della mia Chiesa? Non immaginavo invece la straordinaria solidarietà che ho ricevuto da tanti cattolici ma anche protestanti, ortodossi e semplicemente uomini convinti che i politici devono avere una coscienza.

9) Il 15 luglio 2009 la Camera approva una mozione (primo firmatario Rocco Buttiglione) che impegna il Governo italiano a promuovere la stesura e l’approvazione di una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire. Pensa sia un passo importante nel cammino del nostro paese e della società globale?
Un quarto circa delle donne del mondo sono costrette all’aborto a partire dal secondo o al massimo del terzo figlio. Un altro quarto sono spesso ricattate da programmi di aiuto che ti offrono il pane per i figlio che hai se fai morire quello che ancora non è nato. Se riusciremo a portare all’approvazione questa risoluzione potremo salvare la vita di milioni di bambini. La Cina difficilmente si adeguerà alla moratoria, ma la moratoria rafforzerebbe tutti coloro che in Cina lottano per la difesa della madre e del bambino. In molti altri paesi, dove hanno un peso grandissimo i programmi di pianificazione familiare sostenuti dall’Onu l’effetto sarebbe immediato.C’è poi un effetto culturale potente anche per le nazioni occidentali. La risoluzione non incide direttamente sulle nostre legislazioni pro-aborto, rafforza però la coscienza del fatto che l’aborto non è un diritto ma un disvalore morale.
10) Un’ultima domanda: quale messaggio vorrebbe trasmettere a noi giovani?
Non abbiate paura dell’amore. Non abbiate paura di innamorarvi di una donna, di un’idea, di una vocazione, di una comunità umana, di un compito… Prima viene l’amore, poi viene la legge che aiuta a perseverare nell’amore. Guai se per osservare la legge si rifiuta di vivere l’amore. Guai se si pensa di vivere l’amore fuori della verità, che chiede perseveranza e sacrifici. Bisogna vivere l’amore nella verità. Caritas in Veritate.

«In luoghi abbandonati
Noi costruiremo con mattoni nuovi
Vi sono mani e macchine
E argilla per nuovi mattoni
E calce per nuova calcina
Dove i mattoni sono caduti
Costruiremo con pietra nuova
Dove le travi sono marcite
Costruiremo con nuovo legname
Dove parole non sono pronunciate
Costruiremo con nuovo linguaggio
C’è un lavoro comune
E un impiego per ciascuno
Ognuno al suo lavoro».

T. S. Eliot, Cori da «La Rocca»

 
 
Si ringrazie di nuovo l’on. Rocco Buttiglione per la sua disponibilità e il suo impegno.
 
JAKOB PANZERI
 
 
 
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: